top
logo

Convenzioni

 

12 Domande

Pagamenti

pagamenti paypal

Mailing List

Iscriviti alla mailing list per essere aggiornato sulle nostre attività. Indirizzo E-mail:


Home Libreria Ebook I NEURONI SPECCHIO CI SORRIDONO
Ebook I NEURONI SPECCHIO CI SORRIDONO

In questo suo lavoro Alfonso Cappa affronta il difficile percorso della riabilitazione dell'autismo, attraverso il lavoro della Musicoterapia. Ha ragione a chiedere soccorso agli artisti – le muse carezzevoli - perché, come ricorda Novalis, “la malattia è un problema musicale e la cura è un problema musicale”.

 

 

 

 

Descrizione Prodotto

I neuroni specchio ci sorridono
di Alfonso Cappa

Edizioni E-book Circolo Virtuoso 2011

ISBN 978-88-97521-03-7

“La visione è stato dello spirito”.
“Di fronte al tatto - senso anteriore - che cos'è la vista? Un tatto telepatico, un tatto a distanza. Niente di più misterioso che - vedere – Vedere! Vedere! C'è chi lo capisca?” (F. Pessoa)

In questo suo lavoro Alfonso Cappa affronta il difficile percorso della riabilitazione dell'autismo, attraverso il lavoro della Musicoterapia. Ha ragione a chiedere soccorso agli artisti – le muse carezzevoli - perché, come ricorda Novalis, “la malattia è un problema musicale e la cura è un problema musicale”. In anni recenti è maturato un interesse nuovo rispetto alla psicopatologia dell'autismo, con particolare riferimento al funzionamento degli organi sensoriali e alla riabilitazione attraverso nuove strategie relazionali.

In questa luce tornano particolarmente importanti anche le considerazioni sui “neuroni specchio”: una parte importante di questo lavoro è dedicata alla disamina di questo concetto, che l'autore cerca di integrare con le più recenti articolazioni della psicologia dello sviluppo e della psicologia intersoggettiva. Cappa introduce alcuni fondamentali concetti, attinenti alle differenti metodologie di Musicoterapia e ad aspetti specifici sulla tecnica della Musicoterapia. Dopo questa premessa, l'autore entra nel vivo della riabilitazione dell'autismo, campo nel quale ha maturato una articolata esperienza nell'ambito della prospettive relazionale. Ecco allora che ci si sofferma sui vari aspetti che riguardano l’ascolto e la improvvisazione. In particolare l’autore propone importanti riflessioni sulle modalità di sintonizzazione, attraverso le quali opportunamente le musiche vengono scelte; così come viene esplorata la possibilità e una competenza a comporre, nel contesto delle stesse sedute di Musicoterapia. Tale terapia impiega la mediazione artistica; il terapista e il paziente si trovano coinvolti in una relazione co-costruita (Fogel), riconducibile agli stati emotivi di entrambi e a una corretta espressione, valutazione e percezione, delle emozioni in gioco nella relazione terapeutica.

E gioco, intelligente e ironico, è tutto questo scritto, nell'accezione più vicina a Winnicott; un gioco nel quale le parole e i concetti difficili risultano integrati tra loro, in un percorso di armonizzazione e di sintonizzazione con tutta la personalità umana, emozionata e razionale, e suscettibile di processi empatici e di sviluppi relazionali. Il gioco di Cappa continua, tra letteratura e musica, in una sonata, su concetti “terribili”: la stesura dei protocolli e la puntuale e precisa analisi dei brani impiegati. Cappa gioca sui percorsi associativi, e ricca e fertile è la conduzione degli impianti concettuali, ma nulla è lasciato al caso, e ogni affermazione, ogni passaggio sono finemente costruiti ed elaborati: guida a tutto è il concetto di empatia. Gli siamo grati per questo lavoro e per questo sforzo, che comunica con apparente “leggerezza”, data la chiarezza e la disinvolta prosa dell’autore .

Pier Luigi Postacchini
Bologna, 3 ottobre 2011

INTRODUZIONE
Anche le formiche nel loro piccolo si incazzano

Marcello Marchesi
Perché “anche i neuroni specchio ci sorridono”? Perché questo titolo buffo e demenziale? Cerco di spiegarmi. Era un pomeriggio d’estate caldissimo, tutti erano partiti per le vacanze e io, allungato sul mio futon, fodera rossa, puro Ikea, cercavo un titolo per la tesi che mi avrebbe portato a conseguire il diploma in Musicoterapia. La mia mente, surriscaldata, vagava senza arrivare a nessuna conclusione. Avevo già esaminato e scartato diverse soluzioni, tra cui: La mia vita per la musicoterapia, Miracoli musicali, musica e guarigione, ho fatto parlare un bimbo autistico con la musica. Scoraggiato, avevo concluso che per quel giorno l’idea giusta non mi sarebbe senz’altro venuta. Mi alzai. Presi una birra dal frigorifero, l’aprii e mi misi a sfogliare un vecchio libro di Gino&Michele che, circa vent’anni fa, aveva avuto uno straordinario successo. Lessi svogliatamente un po’ delle battute, riportate dai due autori e alcune le trovai carine, altre esilaranti, altre niente di speciale. Richiusi il libro scoraggiato, quando i miei occhi si fissarono, come calamitati, sul titolo in copertina: Anche le formiche nel loro piccolo si incazzano. Quella frase paradossale, come in un processo alchemico, si trasformò nella frazione di un milionesimo di secondo in: Anche i neuroni specchio ci sorridono. Era nato il titolo della mia tesi. Queste parole, che potrebbero essere usate per intitolare uno spettacolo teatrale, un film comico o un libro di barzellette, riassumono ed esprimono, in un’analogia, quello che per me è o dovrebbe essere la musicoterapia: ovverosia una sintesi di scienza e arte, dove i neuroni specchio rappresentano la parte dura di questa disciplina, il suo hardware, per usare una metafora di tipo cibernetico, mentre l’espressione ci sorridono, la sua componente leggera,  quella leggerezza molto cara a Italo Calvino (1993), costituisce dunque il suo software. Fare Musicoterapia, significa, secondo me, innanzitutto prendere atto che nella malattia, nella disabilità in generale, ma soprattutto in quella di tipo neuropsichico, c’è un dato “oggettivo” ineliminabile (nella mia metafora, rappresentato dai neuroni specchio), ma, d’altra parte, significa anche saper prendere le distanze e trascendere la natura, prendendola in giro (e dunque sorriderne). Per continuare con le analogie, il titolo mi fa pensare anche ad un testo assai importante per la nostra disciplina, Gioco e realtà di D.W. Winnicot (1979). I neuroni specchio, in questo caso, sono la realtà, con tutta la sua durezza ed ineluttabilità, il sorridere è il gioco, con la sua possibilità di fingere e immaginare una realtà diversa. L’idea del gioco mi spinge a cercare un collegamento con un altro concetto fondamentale per lo sviluppo mentale del bambino e per la Musicoterapia in generale: il “far finta”. Fonagy e Target (2001) ci ricordano che il senso della realtà psichica di un bambino molto piccolo ha una doppia caratteristica. Il bambino generalmente opera attraverso una modalità di “equivalenza psichica”, in cui le idee non sono sentite come rappresentazioni, ma piuttosto come repliche dirette della realtà e quindi sempre vere; tuttavia in altri momenti il bambino usa una modalità che è quella “del far finta”, in cui le idee sono sentite come rappresentazioni ma non viene verificata la loro corrispondenza o meno con la realtà. Dunque nella modalità del “far finta” il bambino introduce una differenza tra l’idea e la realtà, prima unite e indifferenziate: questa differenza è il gioco, la finzione. Il gioco è anche una miscela di prevedibile e di casuale e, senza una dose di casualità, non c’è né gioco né divertimento. G. Bateson (1984) scrive: “Senza il casuale non possono esservi cose nuove”…alla fine l’acqua bollirà, alla fine vi sarà sempre una differenza che fungerà da nucleo per il cambiamento…”. Nella sua essenza, mi sembra che fare Musicoterapia significhi introdurre una differenza in un sistema bloccato, costruire un nucleo attorno al quale si verifichi un cambiamento. Pertanto, come nell’evoluzione anche nella Musicoterapia, senza una dose di aleatorietà non vi è cambiamento e senza cambiamento non vi è integrazione e dunque riabilitazione. Per ritornare infine al titolo del mio lavoro, questi strani neuroni specchio che ci sorridono rappresentano l’inatteso, un’idea paradossale e balorda che mi è venuta , appunto, per caso. Il lavoro che segue è diviso in due parti. Nella prima, che si intitola Musica, autismo e neuroni specchio, ho tentato di collegare l’idea di Daniel Stern (1985) sulle sintonizzazioni affettive alle recenti scoperte sui neuroni specchio (Rizzolati, Sinigaglia, 2005) e queste, a loro volta, con l’autismo (supponendo un’ipofunzionalità dei neuroni specchio in questa patologia). Nella seconda, dal titolo Il canto di Matteo e altri racconti, ho narrato alcune mie esperienze di lavoro che ritengo particolarmente significative e che rappresentano una verifica sul campo delle premesse teoriche da cui sono partito. Come conclusione ho inserito un mio racconto, Cane nero, con un finale a sorpresa di tipo musicale. In essa ho cercato soprattutto di mettere in luce, oltre all’aspetto relazionale, la componente musicale in Musicoterapia.

CLICCA QUI PER ACQUISTARE L'E-BOOK

 

Estensioni del sito

Assistenza On line

 

 

Corsi Online

 

Corso Online - Arteterapia
Plastico Pittorica

 

Corso Online - Danzaterapia

 

Corso Online - Musicoterapia

 

Corso Online - Teatroterapia

 


Corso Online - Progettare nel Sociale

 


Corso Online - Progettare
un corso E-learning
per le Disabilità

 

Corso Online - Scrittura Creativa

 

 

Condividi sui Social


bottom
top
Powered by Modifycando.com - Servizi per il web

bottom